
Siamo al giro di boa, nel senso che i prossimi mesi vedranno la fine della prima metà del mandato dell’attuale Amministrazione (seconda Giunta Mazzatorta).
Questi due anni sono stati per l’UDC di Chiari tempo di dure battaglie, fra i banchi della minoranza consiliare, con i clarensi, in piazza, e nelle case di tanti, con il nostro foglio trimestrale “Punto e a Capo”.
E’ stato tempo di crescita, per un gruppo giovane che partiva pressoché da zero: l’UDC a Chiari è oggi una realtà semplice ed organizzata, fiera di avere un consenso importante, interessata a catalizzare l’interesse ed il gradimento della comunità clarense con momenti tematici di approfondimento delle questioni che maggiormente sono oggetto di dibattito e che, peraltro, permettono al gruppo di confrontarsi e maturare in competenza, conoscenza e consapevolezza.
E’ stato anche tempo di assunzione di responsabilità: l’UDC, tenendo sempre al centro della sua azione politica la trasparenza e la coerenza, ha ritenuto prioritario focalizzare l’essenza del proprio agire nell’adoperarsi costantemente ed esclusivamente per il solo bene pubblico, non assumendo comode posizioni ma valutando quella che riteneva giusta per la Città, ponendosi spesso in contrato con gli immancabili interessi particolari e forti, poiché spesso disattenti alle questioni più delicate, proprie della nostra comunità.
Numerose sono state le battaglie fatte: da quelle storiche, riguardanti i Poli Scolastici, il Polo Culturale, la difesa del Centro Storico cittadino (sia sotto un profilo sociale che economico), alla denuncia della cementificazione delle nostre campagne e, recentemente, ai conflitti di interesse, all’assenza di obiettivi e strategia politica per il settore industriale, all’incapacità di porre attenzione alle tante e ricorrenti problematiche del mondo agricolo, ai tagli eccessivi per le politiche sociali e culturali, all’oblio per le politiche giovanili, agli sprechi della politica propagandistica, ai significativi emolumenti di cui godono i dirigenti comunali e, non ultimo, al tentativo in corso di utilizzare i milionari patrimoni delle Fondazioni cittadine per nuove avventure immobiliari.
Da una parte le critiche e gli attacchi (a volte feroci) dei potentati e delle tifoserie legate ad una maggioranza arroccata nella politica “del fare ad ogni costo…”, dall’altra il sostegno di chi intravede nel nostro gruppo (al cui interno vi sono uomini e donne sia di destra che di sinistra) una possibile opportunità per cercare di costruire un migliore futuro per la nostra Comunità, in sospeso e schiacciata dai troppi litigi interni alla maggioranza, dall’assenza perenne del Primo Cittadino e dalla miope ed irrefrenabile ingordigia di importanti soggetti economici, che speculano sul nostro territorio.
Oggi, fino al Congresso che terremo nei mesi autunnali, il Gruppo di uomini e donne che ho avuto il piacere di incontrare e conoscere, con cui è iniziato un confronto ed una condivisione su tutte le questioni brevemente riportate in questa nota, manterrà la propria attenta e non ideologizzata verve politica, cercando di dirigere attenzione ed energie anche nell’analisi di cosa è e come si presenta oggi la nostra cittadina, alla luce dell’importante storia della nostra Comunità, provando ad immaginarne il futuro, cercando di abbozzare progetti semplici ma precisi per Chiari e per i clarensi.
Ci prendiamo del tempo per riflettere e progettare, oggi, per evitare di navigare a vista in un prossimo futuro e, necessariamente, per offrire a ciascun cittadino un’alternativa alla chiusura ed agli arroccamenti di sistema, perché l’espressione della Politica ci riconduca al confronto, grazie al quale si può costruire il futuro della comunità, nella consapevolezza che laddove non vi è una classe politica forte, competente ed indipendente c’è sempre una lobby pronta ad imporre (in modo più o meno trasparente) i propri interessi particolari.
Peraltro, la certezza della difficoltà oggettiva a modellare uno scenario futuro non può permetterci di avere dubbi: è necessario, in questo caso, rifarsi ad un passaggio di una canzone di Giorgio Gaber, che, in termini estremamente chiari, indicava nella “partecipazione” lo strumento necessario e sufficiente per concretizzare l’idea di “libertà”.
Partecipazione, a propria volta, ci insegna ad interessarci e ad analizzare, ci insegna a focalizzare e a confrontarci; da ciò nascono i dubbi che hanno caratterizzato la nostra ricerca e le conclusioni, spesso dissonanti con l’abitudine di quanti accettano acriticamente scelte che appaiono caratterizzate da conflitti d’interesse ovvero antitetiche con i principi fondativi della Comunità stessa.
Se qualcuno si è sentito offeso dalle posizioni assunte, mi pare opportuno rammaricarmi; pur tuttavia è necessario rimarcare quanto precedentemente accennato: il confronto non può non accettare il motivato dissenso.
Perciò ritengo necessario continuare ad incontrare e confrontare le nostre idee ed esperienze con chiunque voglia concretamente e semplicemente “costruire” in una Comunità caratterizzata da responsabilità, legalità, solidarietà, uguaglianza: per questo motivo devo ringraziare tutti, indistintamente, ma soprattutto Stefano e Massimo, che sono sempre presenti, con il proprio impegno e la voglia di fare.
E’ per questo che vogliamo invitare chiunque fosse interessato a condividere il progetto per una nuova, quanto antica, Chiari.
Grazie.
Il coordinatore
Claudio Merlo
(per contatti udc.chiari@virgilio.it)