La legge regionale 12/2005 (che disciplina l’istituto del PGT) all’articolo 8 comma 3 precisa che il Documento di Piano non contiene previsioni che producono effetti diretti sul regime giuridico dei suoli; l’articolo 12 comma 1 prevede che l’attuazione degli interventi di trasformazione e sviluppo indicati nel Documento di Piano avviene attraverso i Piani Attuativi comunali; l’articolo 12 comma 5 precisa che le previsioni contenute nei Piani Attuativi e loro varianti hanno carattere vincolante e producono effetti diretti sul regime giuridico dei suoli.
Alla luce del dettato normativo, si può sostenere con forza che, in presenza del solo PGT, per le aree incluse in Ambiti di Trasformazione, vista la discrezionalità circa gli oneri urbanistici nonché la indeterminatezza degli indici edificatori, il regime dei suoli non è definito e quindi non può nascere alcun diritto del Comune al pagamento dell’ICI prima della approvazione definitiva del singolo intervento e del convenzionamento del singolo piano attuativo.
Alle zone o ambiti di trasformazione il Comune non può applicare l’ICI per come prevista per le aree edificabili poiché l’edificabilità delle aree incluse in Ambiti di Trasformazione (ATR-SUAP-ATPC) del PGT avviene solo a seguito del convenzionamento reale del Piano Attuativo!
Il Comune intende applicare al PGT le norme invece applicabili al PRG (prima vigente), a cui peraltro la Giurisprudenza si riferisce (non essendovi ancora giurisprudenza sulle problematiche legate al PGT), e tuttavia finge di dimenticarsi un aspetto fondamentale …. Infatti, nel caso del PRG (già a partire dalla sua adozione) tale strumento imprimeva la destinazione urbanistica all’area la quale rimaneva soggetta solo all’esito dell’iter burocratico teso all’approvazione definitiva di detto strumento di Pianificazione generale.
Con il PGT invece l’inserimento di certe aree (tramite il Documento di Piano) negli ambiti di trasformazione urbanistica non concede alcuna certezza circa la reale edificabilità dei detti lotti in quanto tale carattere viene acquisito solo successivamente alla conclusione della procedura di approvazione definitiva del Piano Attuativo: tale Piano Attuativo potrebbe anche non essere mai predisposto vista l’ampia discrezionalità che la Legge riconosce all’Amministrazione per la predisposizione dei citati atti e per il suo convenzionamento.
La delibera di Giunta che ha deciso tale misura non solo appare di dubbia legittimità (perché intenderebbe colpire una base imponibile in realtà inesistente) ma è certamente contraria al buon senso ed alla giustizia:
1) fa decorrere l’imponibilità addirittura dal momento della sola Adozione del PGT (nemmeno dal momento della Approvazione definitiva) nonostante al momento della adozione nulla poteva in assoluto essere previsto dai singoli proprietari su dette aree le quali non avevano alcuna minima vocazione edificatoria;
2) prevede come imponibili aree chiaramente di pertinenza delle singole abitazioni, la cui edificabilità è pressoché inutilizzabile.
3) immorale nel colpire numerose famiglie in un momento di grande crisi economica, soprattutto nel settore immobiliare.
Il Comune per far cassa (e quindi per far fronte alle continue faraoniche spese per inutili opere pubbliche . vedasi a titolo di esempio i circa tre milioni di euro spesi per le rotonde ricche di sanpietrini che oggi risultano assolutamente fatiscenti – o i quasi sei milioni di euro spesi per l’ex Comune che è ancora vuoto e tutto da sistemarsi al suo interno) colpisce ancora una volta la proprietà privata.
Senza prima organizzare una riunione con i proprietari interessati, senza in alcun modo comunicare l’adozione di una simile misura agli stessi, l’Amministrazione Mazzatorta ha dimostrato un’altra volta la sua cattiva abitudine di espropriare le proprietà private senza nemmeno permettere ai proprietari di fare delle osservazioni agli atti amministrativi: è chiaro che porre dei tributi anche consistenti su delle aree ad oggi non edificabili significa indurre i piccoli proprietari (che non possono permettersi di pagare l’ICI senza peraltro godere immediatamente dell’edificabilità di tale proprietà) a vendere le terre a imprenditori del settore che possano permettersi di non avere un ritorno rapido dell’investimento ed invece sostenere nel frattempo le immediate spese inerenti l’ICI.
L’UDC si impegna ad analizzare ed approfondire nei prossimi giorni la questione e presentare una proposta concreta per quelle proprietà che ingiustamente si sono viste recapitare dei salatissimi ed ingiustificati solleciti di pagamento.
Massimo Vizzardi