Fatti Clarensi

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IL CONSIGLIO COMUNALE È CONVOCATO in adunanza STRAORDINARIA di prima convocazione per il giorno:
LUNEDI’ 17 GENNAIO 2011 ALLE ORE 20.30

1. Istanze di sindacato ispettivo dei Consiglieri Comunali presentate ai sensi dell’art. 57 del Regolamento di Attuazione dello Statuto Comunale;
2. Esame proposta ordine del giorno presentata dai Consiglieri Comunali Libretti Maurizio, Lorini Federico, Belotti Mario, Riccardi Stefano, Vizzardi Massimo, Pederzoli Ermanno e Lupatini Alessandro avente ad oggetto “Esame situazione azienda Niggler Kupfer con relativi risvolti occupazionali”;
3. Esame proposta ordine del giorno presentata dai Consiglieri Comunali Libretti Maurizio, Riccardi Stefano, Vizzardi Massimo e Pederzoli Ermanno avente ad oggetto “Espressione di indirizzi alla Giunta Comunale per la modifica del Regolamento sulle modalità di utilizzo delle sale pubbliche”;
4. Esame proposta ordine del giorno presentata dai Consiglieri Comunali Riccardi Stefano, Vizzardi Massimo e Pederzoli Ermanno avente ad oggetto “Ordine del giorno sulla Legge Regionale 57 che disciplina il sistema idrico integrato”;
5. Esame ed approvazione convenzione per la gestione in forma associata della gara ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ed assimilati;
6. Relazione annuale del Difensore Civico;
7. Riapertura dei termini per l’adesione bando riscatto aree PEEP e PIP ed eliminazione dei vincoli;
8. Esame ed approvazione regolamento per l’erogazione dei contributi comunali.

A seguito dei recenti fatti che hanno coinvolto la Fondazione Istituto Morcelliano, il gruppo consiliari UCD del Comune di Chiari ha fatto pervenire la presente alle autorità competenti:

Chiari, 27/11/2010

Spett.le ASL di Brescia
Commissione di Controll
o
Viale Duca degli Abruzzi 15
25124 BRESCIA

Spett.le Regione Lombardia
Direzione Generale Famiglia, Conciliazione Integrazione e Solidarietà Sociale, Sistemi di Welfare
Via Pola 9/11
20124 MILANO

Spett.le Regione Lombardia
U.O.Rapporti istituzionali
Via Fabio Filzi nr 22
20124 MILANO

Illustre
Prefetto di Brescia
Dott.ssa Narcisa Brassesco Pace
Piazza Paolo VI nr 16
25121 BRESCIA

p.c.      Egregio Sig. Sindaco Sen. Sandro Mazzatorta
P.zza Martiri della Libertà
25032 Chiari

p.c.      Egregio Sig. Parroco Mons. Rosario Verzeletti
via Morcelli nr 7
25032 Chiari

p.c.      Sua Eccellenza Mons. Luciano Monari
Via Trieste nr 13
25121 BRESCIA

p.c.      Egregio Don. Alberto Boscaglia
c/o CG2000

p.c.      Gentile Sig.ra Turotti Nadia
c/o Ufficio della stessa.

p.c.      Egregio Sig. Giuseppe Ramera
c/o Abitazione

e p.c.      Egregio Geom. Oscar Traversari
c/o Abitazione

Alla gentile attenzione dei funzionari Dott.ssa G.F.Tortella (per ASL di Brescia), Dott.ssa Daniela Ceriotti (per Regione Lombardia “Direzione Generale Famiglia, Conciliazione Integrazione e Solidarietà Sociale”) e Dott.ssa Stoppani Gabriella (per Regione Lombardia “U.O. Rapporti Istituzionali”).

Oggetto: Rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Istituto Morcelliano di Chiari.

Spettabili Uffici,

i firmatari della presente, consiglieri comunali a Chiari, sono a segnalarvi e a richiedere un vostro parere in merito ad una non chiara e chiarita (e, quindi, preoccupante) situazione venutasi a creare nella Fondazione Istituto Morcelliano che ha sede nella nostra Città.

La Fondazione Istituto Morcelliano rappresenta per Chiari un patrimonio economico e valoriale fondamentale; essa si propone infatti di “perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale di ispirazione cristiana cattolica e di arrecare benefici a persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari.” (Statuto, Articolo 3).

Lo Statuto stabilisce che il Consiglio di Amministrazione è composto da 3 membri scelti tra i cittadini clarensi residenti da almeno dieci anni: uno di nomina da parte del Parroco di Chiari, uno di nomina da parte del Sindaco di Chiari, ed uno cooptato dai due consiglieri. In caso di disaccordo tra i due consiglieri, il terzo viene cooptato dal Parroco e dal Sindaco. Sempre lo Statuto afferma che i membri del C.d.A. durano in carica sei anni e scadono congiuntamente. (Articolo 6).

La nomina dell’attuale C.d.A. – in realtà del precedente, visto il rinnovo (legittimo?) posto in essere frettolosamente in questi giorni da Comune e Parrocchia – ha visto le presenti fasi: i due consiglieri di nomina parrocchiale e sindacale sono stati nominati rispettivamente il 15 Novembre 2004 (Giuseppe Ramera, nominato dal Parroco) ed il 7 Dicembre 2004 (Nadia Turotti, nominata dal Sindaco), mentre il terzo, il Presidente Don Alberto Boscaglia, è stato nominato congiuntamente dal Parroco e da Sindaco il 7 Marzo 2007.

Ne risulta che dal 2004 al 2007 gli atti del C.d.A. della Fondazione sono stato firmati dai vecchi membri e solo con la nomina di Don Alberto Boscaglia si è insediato il C.d.A. composto da Turotti, Ramera e Boscaglia.

L’analisi del citato Articolo 6, a nostro avviso, asserisce chiaramente che gli attuali membri del C.d.A. scadono congiuntamente in data 6 Marzo 2013. Esso infatti afferma: “In caso di cessazione dalla carica, per qualunque motivo, di uno o più consiglieri, la persona o le persone cui, come detto sopra, spetta il diritto di nomina provvederanno a surrogarli entro quarantacinque giorni; i nuovi designati resteranno in carica fino alla data in cui sarebbero cessati i membri da essi sostituiti. Il Consiglio di Amministrazione, scaduto per  decorrenza del mandato e/o per dimissioni, rimane in carica, per i soli affari di ordinaria amministrazione, sino alla nomina del nuovo Consiglio.”; non solo l’analisi dello Statuto chiarisce che le dimissioni di un membro del Cda non fa cadere tutto il C.d.A. ma semplicemente porta alla nuova nomina di un sostituto (che durerà in carica sino alla data in cui sarebbe cessato il membro da esso sostituto).

Quanto chiediamo di verificare è cronaca recente:

a) Il 5 Novembre 2010 Boscaglia e Turotti hanno presentato le proprie dimissioni;

b) Il Sindaco ha quindi provveduto subitamente a rinominare come suo rappresentante la Sig.ra Turotti. (8 Novembre 2010), peraltro sostenendo in modo errato nelle premesse che “con effetto a dopo la data del 14.11.2010 troverà naturale scadenza anche la nomina del Consigliere Ramera Giuseppe, membro designato dalla Parrocchia dei Santi Faustino e Giovita”;

c) Il Parroco con atto del 8/11/2010 ha nominato quale suo rappresentante nel C.d.A. il Geom. Oscar Traversari, facendo sua la posizione espressa dal Sindaco in merito all’avvenuta decadenza del membro di nomina parrocchiale Sig. Giuseppe Ramera “preso atto delle dimissioni dei componenti il CdA in oggetto dei signori Turotti Nadia e Don Alberto Boscaglia con lettera del 4.11.2010 e del termine di scadenza naturale del consigliere Giuseppe Ramera, in carica per mia nomina di sei anni dal 15 Novembre 2004;

d) In data 10/11/2010 veniva congiuntamente nominato dai due membri sopra citati il Presidente dell’Istituto Don Alberto Boscaglia, nemmeno residente a Chiari (ponendo in essere una nomina contraria allo Statuto);

e) In data 25/11/2010 si riuniva altresì la Commissione Consiliare Prima del Comune di Chiari ove veniva ascoltato il citato Presidente Don Alberto Boscaglia il quale, interpellato circa la (non) legittimità della sua nomina, affermava che il Parroco e del Sindaco (quali rappresentanti dell’intera collettività) era andati sopra ed oltre lo Statuto.

Dette nomine sembrano il frutto di un’inesatta lettura delle norme statutarie della Fondazione, essendo le nomine del Geom. Oscar Traversari e quella successiva di Don Alberto del tutto illegittime, in quanto Ramera risulterebbe ancora in carica ed in quanto Don Alberto Boscaglia non potrebbe essere membro del detto C.d.A. perché nemmeno residente a Chiari.

Chiaramente queste forzature hanno come obiettivo quello di aggirare la norma dello Statuto secondo cui le modifiche allo stesso richiedono il voto favorevole dell’unanimità dei membri del Consiglio di Amministrazione (Art. 9), modifiche proposte da Boscaglia ma sulle quali Ramera ha espresso più di una perplessità e non ha votato a favore nell’Estate appena passata.

Siamo quindi a richiedere agli Uffici destinatari della presente un parere in merito alle recenti nomine nel C.d.A. della Fondazione, al fine di capire quale la legittimità del rinnovo del CdA operato, quali i membri legittimi che lo compongono.

Nella speranza che giunga una formale risposta nei termini di legge, ringraziando per l’attenzione, siamo a porgere Distinti saluti.

Cons. Comunale della Città di Chiari Avv. Massimo Vizzardi

Cons. Comunale della Città di Chiari Sig. Stefano Riccardi

Il Consiglio Comunale della Città di Chiari è convocato per il giorno:

LUNEDI’ 15 NOVEMBRE 2010 ALLE ORE 20.30
Ed eventualmente per gli argomenti non trattati
LUNEDI’ 22 NOVEMBRE 2010 ALLE ORE 20.30
per l’esame del seguente ordine del giorno:

  1. Comunicazioni del Sindaco;
  2. Istanze di sindacato ispettivo dei Consiglieri Comunali presentate ai sensi dell’art. 57 del Regolamento di Attuazione dello Statuto Comunale;
  3. Variazione di assestamento generale del bilancio di previsione 2010, della Relazione previsionale e programmatica e del Bilancio triennale 2010/2012 e conseguente adeguamento del Programma triennale delle opere pubbliche;
  4. Cassa Depositi e Prestiti. Rinegoziazione mutui in ammortamento;
  5. Esame ed approvazione della convenzione tra il Comune di Chiari e la Scuola dell’Infanzia Mazzotti-Bergomi;
  6. Esame ed approvazione piano di intervento per l’attuazione del Diritto allo Studio anno scolastico 2010/2011;
  7. Esame ed approvazione del Regolamento in materia di attività funebri e cimiteriali;
  8. Espressione di indirizzi alla Giunta Comunale per l’adeguamento del Regolamento sull’ordinamento degli uffici e servizi alle disposizioni del D.Lgs 150/2009;
  9. Ricognizione delle Società partecipate del Comune di Chiari ai sensi dell’Art. 3, commi 27,- 33 della Legge n. 244/2007- Legge Finanziaria 2008 e s.m.i;
  10. Esame ed approvazione definitiva del piano di lottizzazione artigianale presentata dalla Società Trafilerie C.Gnutti e Società Imbalcarta, in variante al piano di lottizzazione approvato con deliberazione di C.C. n°49/2003;
  11. Accettazione della donazione del Sig. Francescotto Antonio a favore dell’Amministrazione Comunale di Chiari dell’area sita in Via Mons. Bosetti angolo Via Sala (NCTR del Comune di Chiari al Fg. n. 11 mapp.n. 187);
  12. Esame ed approvazione convenzione con il Comune di Bagnolo Mella (Bs) ed il Comune di Incudine (Bs) per l’utilizzo della graduatoria per l’assunzione di un Funzionario Contabile Cat.D- Posizione economica D3;
  13. Esame proposta ordine del giorno presentata dal Consigliere Comunale Libretti Maurizio avente ad oggetto “Adozione di tempi non superiori a trenta giorni per il pagamento alle aziende private delle forniture rese all’Amministrazione Comunale”.

Lettera al direttore -  Giornale di Chiari

Egregio Direttore,
nel mese di Luglio ci ha già concesso spazio sulla sua testata per porre in essere una serie di domande riguardanti il futuro della Fondazione Istituto Morcelliano (da non confondersi con la Pinacoteca Morcelli–Repossi guidata con passione e professionalità dalla Professoressa Ione Belotti ed il suo entourage); oggi siamo a rinnovare la richiesta di ospitalità: riteniamo infatti troppo importante la finalità dell’Ente (aiuto a minori e giovani) e le sue potenzialità (già solo un patrimonio superiore ai dieci milioni di euro) per risparmiarsi nel far interessare i nostri concittadini a questo fondamentale patrimonio economico, culturale e valoriale della Città.
Il tema è infatti animatamente dibattuto da mesi nelle sole stanze del potere ma sembra tenuto appositamente “al riparo” dai contributi della società civile e dei cittadini tutti.
Le domande degli scriventi, di “giovani” consiglieri comunali della Città di Chiari (e, quindi, amministratori) interessati a capire e a essere informati e, se possibile, a cooperare con qualche idea (anche se all’opposizione) si sono ancora una volta scontrate con una certa ostilità del Sindaco e una buona dose di reticenza da parte dell’ente e delle personalità coinvolte.
Prendiamo spunto da una riflessione – a dire il vero in parte contraddittoria e in parte provocatoria – del Presidente della Fondazione Don Alberto Boscaglia apparsa sul bollettino parrocchiale “L’Angelo” per cercare di approfondire alcuni aspetti dell’intricata vicenda e, quindi, porre nuove domande.
Il Presidente si dice soddisfatto del lavoro svolto nei tre anni precedenti per ciò che attiene alle “politiche giovanili” (per chi non sapesse, Comune e Parrocchia hanno affidato alla Fondazione Istituto Morcelliano la gestione dei relativi CAG, rinunciando gli stessi a tali iniziative e invece concedendo contributi economici e/o spazi alla fondazione: uno spazio per i piccoli nei locali dell’allora Ludoteca comunale ed uno spazio per i più grandi nelle stanze dell’Oratorio). Ci si chiede se sia possibile che un Comune come Chiari rinunci in toto a fare una proposta di politiche giovanili, ad essere lui stesso agenzia educativa (tramite i suoi uffici ed i suoi esperti), ci si chiede se sia giusto che un’Amministrazione per questioni prettamente di bilancio (tagli dei costi destinati ai giovani, magari ancora a favore di progetti edilizi ed urbanistici) rinunci a pensare ad un luogo di incontro per i propri giovani.
Il Presidente dice poi necessaria la modifica dello Statuto perché la dicitura “ispirazione cristiana” sarebbe troppo restrittiva e “così com’è può fare poco di più di catechismo, la scuola cattolica, il canto gregoriano”.
Con la prevista modifica viene infatti cancellata tale ispirazione l’ente potrebbe fare donazioni, anche importanti, a qualsiasi altro ente pubblico, per finalità ed iniziative non aventi “ispirazione cristiana”. Ci si chiede: ma così non si tradirebbero le volontà del donatore, il Prevosto Morcelli? Davvero pensiamo che con tale dicitura la Fondazione non potrebbe agire? Tale eliminazione non finirebbe per avvallare le tesi di chi legge in tale modifica (unitamente alla possibilità di donazioni) un modo per “donare” al Comune la sua parte e spartire così il patrimonio della Fondazione?
Il Presidente precisa poi quali le finalità della “Girasole Srl” (società di proprietà della Fondazione e che vede come amministratore unico lo stesso Don Alberto Boscaglia) che darebbe vita ad un impianto fotovoltaico di circa ventimila metri quadri in Zona San Bernardo. In tal senso voci attendibili ed esperte ci dicono che un simile impianto prevede un impegno di spesa di circa tre milioni di euro (finanziamento garantito col patrimonio della Fondazione?) per un guadagno netto annuale di circa ottantamila euro; impianto peraltro destinato a durare circa vent’anni e bisognoso di continue manutenzioni; ci si chiede se siano fondate simili disamine, e (qualora vere) se con l’investimento di tre milioni di euro non fosse possibile realizzare un guadagno maggiore. Ci si chiede perché la questione sia uscita sui giornali a solo a luglio, dopo che l’UDC in Consiglio comunale rendeva pubblico – dopo aver fatto una visura della società Girasole Srl – l’esistenza della stessa ed il collegamento con la Fondazione. Ci si chiede altresì perché la creazione di uno dei più grossi impianti fotovoltaici della provincia sia passato a fine luglio per una veloce delibera di Giunta comunale, anziché attraverso una votazione di Consiglio comunale, come le recenti norme del PGT impongono. Ci si chiede infine perché la Giunta si sia espressa con soli tre voti favorevoli e due astenuti, di fatto rompendosi sul progetto.
Concludo ci pare giunto rimarcare alcuni punti sui quali il nostro gruppo crede fortemente, e che sentiamo condivisi con molti: 1) quando un patrimonio è della cittadinanza è giusto che la stessa sia coinvolta nelle decisioni che riguardano il futuro dello stesso, se non direttamente (cosa che peraltro parrebbe ovvia), almeno tramite gli organi istituzionali che rappresentano in assemblea la comunità (es. Consiglio Comunale); 2) la politica (e solo i partiti, sia chiaro) doveva essere interessata della questione, già solo perché ove non si interessa la Politica le scelte spesso vengono fondate unicamente su interessi particolari e comunque di carattere esclusivamente economico. Purtroppo oggi la condivisione e la discussione viene vista come una perdita di tempo; in nome di una presunta efficienza si calpestano i principi basilari della Democrazia, anche da parte di chi dovrebbe avere una sensibilità maggiore; 3) la spartizione del patrimonio non è una leggenda ma era il chiaro fine della modifica dello Statuto; una simile affermazione non si basa su chiacchiere e malafede ma piuttosto da parole spese direttamente dai membri del CDA della Fondazione stessa. 4) I giovani, non altri, dovevano essere chiamati a discutere il futuro della Fondazione, non essendo sufficiente convocarli solo “a cose fatte”, perché loro sono i destinatari delle donazioni lasciate dal Parroco Morcelli, perché solo così si educano le giovani generazioni a prendere delle scelte ed assumersi la responsabilità delle stesse.
Speriamo vivamente che nelle prossime settimane il futuro di tutte le fondazioni clarensi e non solo dell’Istituto Morcelliano (e, quindi, come investire patrimoni milionari) siano oggetto di dibattito e di discussione nella classe politica, fra i cittadini e non invece oggetto di qualche riunione fra pochi prediletti che decidono in modo autoreferenziale, salvo offendersi se qualcuno chiede spiegazioni su scelte che interessano beni della collettività.

Massimo Vizzardi
Stefano Riccardi
Gruppo consiliare UDC

Giornale di Brescia 22 giugno 2010

Gentile direttore,
in un articolo apparso sulle pagine sportive del suo giornale mercoledì 16 giugno da titolo “Eccellenza, colpo di scena al Chiari lo sponsor rinuncia” si attribuisce al gruppo consiliare Udc clarense la responsabilità del paventato ritrito da parte della Gruppo Edile Immobiliare Fin Beton della sponsorizzazione al Chiari Calcio.

Il fatto incriminato sarebbe un’interrogazione consiliare da noi presentata in virtù delle preoccupazioni circa voci di non meglio precisati problemi nella società Chiari Calcio che già ci erano giunte all’orecchio, preoccupazioni per il futuro di “una delle più belle realtà sportive locali” e alla luce del fatto che “Il gioco del calcio costituisce uno splendido mezzo educativo e di crescita per i nostri ragazzi” come, testuali parole, scriviamo nell’interrogazione.

Ci siamo “permessi” di chiedere al Sindaco e all’amministrazione quale fosse la realtà dei fatti, se in loro conoscenza, e quali provvedimenti stessero prendendo. Un’interrogazione consiliare è proprio questo: una domanda posta circa un problema che si ravvisa con la richiesta di sapere come si intende agire per risolverlo.

In Consiglio Comunale non ci è stata data la possibilità ne di esporre l’interpellanza ne di ribattere a causa dell’ostruzionismo della maggioranza. Per contro, ora, il Sindaco Sen. Mazzatorta, il Capogruppo della Lega Nord nonché Presidente del Chiari Calcio Moretti e l’assessore Campodonico, ci accusano di essere i responsabili dell’abbandono della Fin Beton.

Ebbene, il gruppo Udc intende rispedire con forza queste accuse al mittente. Se ci sono dei colpevoli sono la crisi del settore edile – immobiliare che inevitabilmente colpisce anche le sponsorizzazioni ed un’amministrazione comunale sta dirottando tutte le risorse economiche del comune in fallimentari opere pubbliche (vedi rotonde e Polo della cultura) a discapito delle politiche sociali, giovanili e quindi anche dello sport.

Noi non vogliamo che il Chiari Calcio 1912 sia la prossima vittima di questo scellerato modo di gestire il comune, per questo intendiamo chiedere in Consiglio Comunale dei chiarimenti: lo faremo nella prossima seduta, dove non potrà più esserci negata questa possibilità.

Accusare ora l’Udc di queste difficoltà economico-finanziarie altro non è che una strumentalizzazione politica, che certo non contribuisce a risolvere la situazione.

Stefano Riccardi
Consigliere Comunale Udc Chiari

“La società Chiari Calcio è stata nella storia una delle più belle realtà sportive locali”

“Il gioco del calcio costituisce uno splendido mezzo educativo e di crescita per i nostri ragazzi”

Con queste due premesse l’UDC, in quanto forza di minoranza tenuta a verificare l’azione amministrativa e informare la cittadinanza, ha inteso chiedere mediante un’interrogazione al Sindaco in Consiglio Comunale:

“Quali le attenzioni rivolte dall’Amministrazione alla Società

quali le risorse economiche destinate dall’Amministrazioni a detta Società

quali le risorse economiche investite negli ultimi quattro anni dalla Società

quali gli accordi oggi esistenti tra Amministrazione e società Chiari Calcio per dare un futuro al mondo calcistico cittadino”

In questi giorni il Sindaco Mazzatorta, il Capogruppo della Lega Nord (nonché Presidente del Chiari Calcio) Enio Moretti e l’Assessore Campodonico accusano l’UDC di provocare con la semplice presentazione di questa interrogazione l’abbandono della sponsorizzazione alla Società da parte del gruppo edile-immobiliare Fin Beton.

L’interrogazione dell’UDC – nemmeno presentata e discussa in Consiglio comunale per un’azione di ostruzionismo della maggioranza che non voleva venisse affrontata la questione fino ad allora discussa nel segreto delle mura del Palazzo – scaturisce dalla preoccupazione per la situazione economica di alcune società sportive clarensi e, in particolare, dalla preoccupazione per alcune insistenti indiscrezioni circa il futuro prossimo della Chiari Calcio, proprio in merito all’abbandono degli sponsor e dell’allenatore.

Altresì l’azione si fonda sulla ferma convinzione che l’Amministrazione Mazzatorta continua a dirottare tutte le risorse economiche del Comune in fallimentari opere pubbliche (vedi Rotonde e Polo della cultura) a discapito delle politiche sociali, delle politiche giovanili e, quindi, dello sport che si fondano invece sulla sola azione di privati (volenterosi e sponsor cui va tutto il nostro grazie).

Anziché chiacchierare e fare chiasso per nascondere le loro gravi mancanze, i nostri Amministratori dovrebbero pensare a costruire un futuro migliore per i nostri giovani e investire con più convinzione nelle centinaia di atleti di cui è ricco lo sport clarense.

E’ in distribuzione il nuovo numero di “Punto e a capo…” il giornalino dell’UDC di Chiari.

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Clicca sull’immagine per scaricare il .pdf.

Punto e a Capo… Giugno 2010

In questo numero:

Chi ha vinto, a Chiari, le elezioni regionali? Tiriamo le somme…

Di Massimo Vizzardi

Brebemi: Brescia – Bergamo – Milano… via Chiari

di Stefano Riccardi

Polo della cultura: un fallimento politico

di Massimo Massetti

Chiari straniera

Di Franco Bortolini

Per la quarta settimana

di Benito Zoccali

Il liberismo del mercato è forse finito? No, sciocco, è solo la Grecia!

Oltre la Grecia, le decisioni prese al vertice europeo.

di Pierluigi Massetti e Andrew Spannaus – Presidente Movisol

“Piccoli” ecomostri crescono

Invece di cambiare, siamo tornati al punto di prima

di Benito Zoccali


205 gli ettari di campagna fagocitati dall’asfalto, 178 le proprietà espropriate, 13 gli edifici rurali da abbattere, 15 i sottopassi, due le aree di servizio, un casello, una barriera di esazione. Questi i numeri di un’opera che, a prescindere dall’idea che ognuno si è fatto al riguardo, rappresenta per Chiari la più importante modifica al sistema dei trasporti dall’inaugurazione della ferrovia Treviglio – Rovato del 1878 ad oggi. Un evento che non può essere ridotto ai soli aspetti viabilistici: un’altra certezza è che l’economia, la società e l’ambiente della nostra Città non saranno più gli stessi. Sembra aleggiare una nebbia di entusiasmo attorno all’autostrada Brebemi e alla parallela linea ferroviaria ad alta velocità TAV; non sia però che questa nebbia nasconda agli occhi dei clarensi i seri problemi cui stiamo andando incontro. Perché questa è la realtà: a fronte di continue garanzie in merito ai vantaggi per l’economia locale, poco-nulla è stato fatto ed è in previsione per proteggere la Chiari che conosciamo da questi stravolgimenti.

Consumo del territorio e difesa della campagna
Parlare di Brebemi e TAV limitandosi ai soli tracciati autostradale e ferroviario è inesatto: ad essi vanno aggiunti le opere connesse o compensative (variante alla SP17, tangenziale nord di collegamento via Brescia – via Cologne, Variante alla tangenziale Urago – Travagliato SP BS 11) e le opere in qualche modo figlie di Brebemi come il Polo del produrre di via Castellana (350 mila mq di cui 164 destinati al Polo logistico già in costruzione) e la bretella tra via Roccafranca e Castelcovati. Brebemi e TAV nel complesso distruggeranno più di 2 milioni di metri quadrati di campagna clarense, questo è un fatto. Il Piano di Governo del Territorio recentemente approvato prospetta un consumo aggiuntivo di 1 milione 300 mila metri quadrati. Questi, sommati, porteranno nel giro di 10 anni ad una riduzione de 10% della superficie agricola utile sul territorio comunale. (Parere compatibilità PTCP al PGT – Settore Agricoltura). Cosa ci dobbiamo aspettare ora? Una corsa degli speculatori immobiliari per colonizzare le aree a ridosso dell’autostrada come in un moderno, selvaggio, west? La politica dovrà farsi carico di controllare questa probabile tendenza. Ora pensiamo alla Chiari di oggi; e pensiamo a Chiari con una campagna decimata: ovviamente non sono la stessa cosa. Non possono essere la stessa cosa l’ambiente, il paesaggio, la cultura ma anche l’economia: meno campagna significa meno agricoltura e minori possibilità di allevamento a causa dei limiti agli spandimenti definiti nella direttiva nitrati.

Qualità dell’aria
Le autostrade sono un enorme produttore di polveri sottili PM10 e PM2.5, CO, NOx, precursori di ozono e gas a effetto serra: sostanze inquinanti e cancerogene. Alcuni recenti studi su città attraversate da tronchi autostradali (Parma, Verona, Firenze, Brescia) mostrano che il traffico autostradale scarica sulla città una parte rilevante del carico inquinante. Per far capire quale sia l’impatto della rete autostradale sulla qualità dell’aria basti pensare che il Politecnico di Brescia calcola che anche solo la riduzione della velocità sulle autostrade del 20% comporterebbe una concentrazione di PM10 inferiore del 7,25% sul capoluogo, più del blocco totale ai mezzi non catalizzati in città per 7 giorni (-6%). Quale la risposta dall’Amministrazione Mazzatorta di fronte a queste minacce? Sembra quella dell’“occhio non vede, cuore non duole”. La centralina comunale per il monitoraggio della qualità dell’aria è infatti fuori servizio dal 30 settembre 2009. Neppure una proposta di emendamento al bilancio di previsione 2010 ha permesso di stanziare i fondi necessari alla sua riattivazione. Tanto le polveri sottili non si vedono, ma purtroppo i loro effetti sulla salute si.

Identità e sicurezza
Il nuovo casello che permetterà l’accesso all’autostrada Brebemi da via Roccafranca rappresenta sotto l’aspetto economico un potenziale grosso beneficio per Chiari. Non è tutto oro, però, quel che luccica: Chiari si trasformerà in un porto di mare, un viavai di facce nuove, solamente di passaggio nella nostra Città. A questo dobbiamo sommare l’effetto della prevista espansione demografica voluta dall’amministrazione leghista con il PGT: esso prospetta infatti l’insediamento di 3844 nuovi abitanti, a fronte di un incremento di sole 1000 unità negli ultimi 10 anni. Chi saranno questi nuovi clarensi? La risposta appare scontata, se pensiamo che gli stranieri (regolari) a Chiari sono, al 31 Marzo 2010, 2.934, con un incremento di 139 unità in un anno; per contro i cittadini italiani sono diminuiti, nello stesso periodo di 47 unità. Nella Chiari del futuro non ci riconosceremo più come clarensi? Ci trasformeremo in una città-dormitorio? Questo è il rischio, se non riusciremo a salvaguardare la cultura e la storia della nostra Città. Potrà sembrare, questo, un discorso lontano dalla vita di tutti i giorni, materiale per discorsi tra intellettuali a noiosi convegni; invece interessa tutti noi perché non riconoscersi nel luogo dove si vive porta a percepire disagio ed insicurezza. Anche per questo, un altro aspetto sul quale le autorità politiche si debbono interrogare è la lotta all’illegalità, in quanto la presenza di grosse vie di comunicazione può concorrere all’aumento della criminalità. Alla luce dei sempre più frequenti atti di vandalismo, spaccio di droga e furti, nei prossimi anni l’attenzione verso la sicurezza dovrà essere la priorità. Il presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine – non certo delle ronde – rappresenterà l’unica strategia vincente.

di Stefano Riccardi
Consigliere Comunale UDC
Rappresentate gruppi consiliari di minoranza – Osservatorio per le grandi infrastrutture

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