Ambiente

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E’ in distribuzione il nuovo numero di “Punto e a capo…” il giornalino dell’UDC di Chiari.

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Punto e a Capo… Giugno 2010

In questo numero:

Chi ha vinto, a Chiari, le elezioni regionali? Tiriamo le somme…

Di Massimo Vizzardi

Brebemi: Brescia – Bergamo – Milano… via Chiari

di Stefano Riccardi

Polo della cultura: un fallimento politico

di Massimo Massetti

Chiari straniera

Di Franco Bortolini

Per la quarta settimana

di Benito Zoccali

Il liberismo del mercato è forse finito? No, sciocco, è solo la Grecia!

Oltre la Grecia, le decisioni prese al vertice europeo.

di Pierluigi Massetti e Andrew Spannaus – Presidente Movisol

“Piccoli” ecomostri crescono

Invece di cambiare, siamo tornati al punto di prima

di Benito Zoccali


205 gli ettari di campagna fagocitati dall’asfalto, 178 le proprietà espropriate, 13 gli edifici rurali da abbattere, 15 i sottopassi, due le aree di servizio, un casello, una barriera di esazione. Questi i numeri di un’opera che, a prescindere dall’idea che ognuno si è fatto al riguardo, rappresenta per Chiari la più importante modifica al sistema dei trasporti dall’inaugurazione della ferrovia Treviglio – Rovato del 1878 ad oggi. Un evento che non può essere ridotto ai soli aspetti viabilistici: un’altra certezza è che l’economia, la società e l’ambiente della nostra Città non saranno più gli stessi. Sembra aleggiare una nebbia di entusiasmo attorno all’autostrada Brebemi e alla parallela linea ferroviaria ad alta velocità TAV; non sia però che questa nebbia nasconda agli occhi dei clarensi i seri problemi cui stiamo andando incontro. Perché questa è la realtà: a fronte di continue garanzie in merito ai vantaggi per l’economia locale, poco-nulla è stato fatto ed è in previsione per proteggere la Chiari che conosciamo da questi stravolgimenti.

Consumo del territorio e difesa della campagna
Parlare di Brebemi e TAV limitandosi ai soli tracciati autostradale e ferroviario è inesatto: ad essi vanno aggiunti le opere connesse o compensative (variante alla SP17, tangenziale nord di collegamento via Brescia – via Cologne, Variante alla tangenziale Urago – Travagliato SP BS 11) e le opere in qualche modo figlie di Brebemi come il Polo del produrre di via Castellana (350 mila mq di cui 164 destinati al Polo logistico già in costruzione) e la bretella tra via Roccafranca e Castelcovati. Brebemi e TAV nel complesso distruggeranno più di 2 milioni di metri quadrati di campagna clarense, questo è un fatto. Il Piano di Governo del Territorio recentemente approvato prospetta un consumo aggiuntivo di 1 milione 300 mila metri quadrati. Questi, sommati, porteranno nel giro di 10 anni ad una riduzione de 10% della superficie agricola utile sul territorio comunale. (Parere compatibilità PTCP al PGT – Settore Agricoltura). Cosa ci dobbiamo aspettare ora? Una corsa degli speculatori immobiliari per colonizzare le aree a ridosso dell’autostrada come in un moderno, selvaggio, west? La politica dovrà farsi carico di controllare questa probabile tendenza. Ora pensiamo alla Chiari di oggi; e pensiamo a Chiari con una campagna decimata: ovviamente non sono la stessa cosa. Non possono essere la stessa cosa l’ambiente, il paesaggio, la cultura ma anche l’economia: meno campagna significa meno agricoltura e minori possibilità di allevamento a causa dei limiti agli spandimenti definiti nella direttiva nitrati.

Qualità dell’aria
Le autostrade sono un enorme produttore di polveri sottili PM10 e PM2.5, CO, NOx, precursori di ozono e gas a effetto serra: sostanze inquinanti e cancerogene. Alcuni recenti studi su città attraversate da tronchi autostradali (Parma, Verona, Firenze, Brescia) mostrano che il traffico autostradale scarica sulla città una parte rilevante del carico inquinante. Per far capire quale sia l’impatto della rete autostradale sulla qualità dell’aria basti pensare che il Politecnico di Brescia calcola che anche solo la riduzione della velocità sulle autostrade del 20% comporterebbe una concentrazione di PM10 inferiore del 7,25% sul capoluogo, più del blocco totale ai mezzi non catalizzati in città per 7 giorni (-6%). Quale la risposta dall’Amministrazione Mazzatorta di fronte a queste minacce? Sembra quella dell’“occhio non vede, cuore non duole”. La centralina comunale per il monitoraggio della qualità dell’aria è infatti fuori servizio dal 30 settembre 2009. Neppure una proposta di emendamento al bilancio di previsione 2010 ha permesso di stanziare i fondi necessari alla sua riattivazione. Tanto le polveri sottili non si vedono, ma purtroppo i loro effetti sulla salute si.

Identità e sicurezza
Il nuovo casello che permetterà l’accesso all’autostrada Brebemi da via Roccafranca rappresenta sotto l’aspetto economico un potenziale grosso beneficio per Chiari. Non è tutto oro, però, quel che luccica: Chiari si trasformerà in un porto di mare, un viavai di facce nuove, solamente di passaggio nella nostra Città. A questo dobbiamo sommare l’effetto della prevista espansione demografica voluta dall’amministrazione leghista con il PGT: esso prospetta infatti l’insediamento di 3844 nuovi abitanti, a fronte di un incremento di sole 1000 unità negli ultimi 10 anni. Chi saranno questi nuovi clarensi? La risposta appare scontata, se pensiamo che gli stranieri (regolari) a Chiari sono, al 31 Marzo 2010, 2.934, con un incremento di 139 unità in un anno; per contro i cittadini italiani sono diminuiti, nello stesso periodo di 47 unità. Nella Chiari del futuro non ci riconosceremo più come clarensi? Ci trasformeremo in una città-dormitorio? Questo è il rischio, se non riusciremo a salvaguardare la cultura e la storia della nostra Città. Potrà sembrare, questo, un discorso lontano dalla vita di tutti i giorni, materiale per discorsi tra intellettuali a noiosi convegni; invece interessa tutti noi perché non riconoscersi nel luogo dove si vive porta a percepire disagio ed insicurezza. Anche per questo, un altro aspetto sul quale le autorità politiche si debbono interrogare è la lotta all’illegalità, in quanto la presenza di grosse vie di comunicazione può concorrere all’aumento della criminalità. Alla luce dei sempre più frequenti atti di vandalismo, spaccio di droga e furti, nei prossimi anni l’attenzione verso la sicurezza dovrà essere la priorità. Il presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine – non certo delle ronde – rappresenterà l’unica strategia vincente.

di Stefano Riccardi
Consigliere Comunale UDC
Rappresentate gruppi consiliari di minoranza – Osservatorio per le grandi infrastrutture

Venerdì 12 Febbraio 2010 ore 20.45
Auditorium della Fondazione “Morcelli Repossi”  Via Varisco 9, Chiari

ANCORA CEMENTO

Dal Polo Logistico al Piano di Governo del Territorio:
Il via libera alla speculazione sul territorio Clarense.
Il tentativo del Comune di far cassa con ingiuste
pretese di pagamenti ICI.

Francesco Mazzoli

Consigliere UDC – Provincia di Brescia

Massimo Vizzardi

Capogruppo Consiliare UDC – Chiari

Stefano Riccardi

Consigliere Comunale UDC – Chiari

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La Giunta Mazzatorta ha riempito la nostra città di cemento! Non solo il polo commerciale sull’Area Ex Ramera (pressoché invenduto), non solo “Piani Integrati di Intervento”che hanno portato ad un mercato immobiliare saturo (800 appartamenti vuoti), ma leggendo il Piano di Governo del Territorio (PGT) sono previste circa cento nuove abitazioni al Santellone, un centro commerciale (quaranta negozi) sull’Area Ex Cinema, un Centro commerciale ed un maxi villaggio residenziale nell’area della Cava Fin-Beton, la cementificazione di tutti i lotti di terra che sono all’interno delle tangenziali clarensi. Non solo, ai confini con Castelcovati, Rudiano e Roccafranca l’Amministrazione Mazzatorta ha previsto la creazione di un’area industriale di 400.000 mq (devastante per la campagna clarense) senza nemmeno aver chiesto (ed ottenuto) dalle società che paiono interessate a simile urbanizzazione quali saranno i benefici in termini di posti di lavoro: infatti la Sma–Auchan per aprire un polo di smistamento a Chiari chiuderà altri due stabilimenti in provincia di Brescia e non potrà non trasferire qui i lavoratori che vi già sono impiegati.
Sono stati coccolati alcuni costruttori ed alcuni mediatori immobiliari, non hanno avuto nessuna attenzione per l’agricoltura e poco rispetto per il nostro territorio!
Non vogliamo lasciare soli gli agricoltori: per superare la crisi si dovranno operare scelte indirizzate all’innovazione e questo processo dovrà coinvolgere anche l’agricoltura del nostro territorio. Noi vogliamo difendere l’agricoltura clarense, non solo per il suo grande ed indispensabile contributo ecologico e paesaggistico al territorio, ma anche come importante ed insostituibile realtà economico-produttiva per il paese (dato spesso sottovalutato e snobbato dalla politica filo-immobiliaristica dell’Amministrazione uscente).

Le nostre proposte sono:

  • Istituire una delega assessorile dedicata all’agricoltura. Frenare il consumo del territorio agricolo sia per irrazionali insediamenti di tipo logistico che per viabilità non necessaria.
  • Intervenire in maniera incisiva sulla ormai insufficiente viabilità rurale.
  • Incentivare il recupero dei fabbricati rurali, anche con la collaborazione delle organizzazioni di categoria, mantenendo un livello di costi ragionevole.
  • Modificare e semplificare le procedure dell’ICI per i fabbricati rurali, (accessori abitazione, terreni), migliorando il servizio, evitando errori e inutili perdite di tempo.
  • Istituire uno spazio per una vendita diretta di prodotti agricoli, dal produttore al consumatore, unendo qualità e risparmio.
  • Istituire con la collaborazione della Comunità di Zona, un servizio di raccolta e smaltimento rifiuti speciali, sulla falsariga di quello svolto per le Imprese Artigiane e Industriali. Il problema riguarda soprattutto i rifiuti speciali che non possono essere trasportati dal singolo agricoltore. Peraltro, favorire una maggiore fruizione dei servizi di nettezza urbana, migliorando in zona rurale l’attività di raccolta.
  • Favorire operazioni di ricostituzione di habitat per flora e fauna.
  • Ricercare la massima collaborazione con gli agricoltori per la difesa dell’ambiente.
  • Organizzare, con le rappresentanze sindacali e con gli istituti professionali, corsi specifici e tematici per l’aggiornamento professionale e la formazione anche tecnica in campo agricolo.

Difendiamo le nostre radici
difendiamo le nostre campagne ed il nostro territorio!

Ecco le motivazioni spiegate a Rovato dal senatore Luigi Maninetti

Grazie a http://rovato.org/