Chiari Più stranieri, meno clarensi

Giornale di Brescia 11/06/2010

Piazza Zanardelli, cuore di Chiari. Nella cittadina
la popolazione straniera è in costante aumento
Le rilevazioni anagrafiche di un anno segnalano l’arrivo di 139 residenti provenienti da Paesi esteri
mentre il Comune ha perso 47 italiani che hanno deciso di «abbandonare» la cittadina della Bassa

CHIARI Per 139 stranieri che vengono ci sono 47 italiani che vanno. In poco più di un anno, tra il 28 febbraio 2009 e il 31 marzo 2010, la città di Chiari è stata scelta come luogo in cui risiedere da 139 nuovi stranieri, solo extracomunitari, mentre 47 italiani hanno deciso di abbandonarla andandosi a trasferire altrove. Questo ci dicono i dati ufficiali dell’Anagrafe.
Comunitari e non
Entrando nel merito dei vari Paesi dai quali provengono i nuovi residenti ad avere il primato è l’Albania con 89 persone che vanno ad aggiungersi alle 1.097 già presenti e a raggiungere così un totale di 1.186 persone (517 femmine e 669 maschi) che rappresentano oltre il 40% della popolazione straniera in territorio clarense. Consistente è anche la nuova quota di indiani: nei 13 mesi considerati ne sono arrivati una ventina e oggi nella cittadina se ne contano 80 (34 femmine e 46 maschi).
Rimane invece invariato nel tempo il numero di romeni che hanno scelto Chiari: erano 769 unità il 28 febbraio 2009 e rimangono fermi a 769 unità a fine marzo 2010 (342 femmine e 427 maschi, circa il 26% della popolazione straniera).
Complessivamente nell’arco di tempo preso in considerazione il numero di stranieri comunitari residenti a Chiari non ha subito variazioni (si tratta di 805 persone); sul fronte extracomunitari l’incremento è stato di 139 unità (da 1.990 a 2.129). E passando ai cittadini italiani a lasciare Chiari sono state 47 persone: se il 28 febbraio 2009 si contavano 15.732 italiani (su 18.527 abitanti), tredici mesi più tardi sono diventati 15.685 (su 18.619 abitanti).
La polemica politica
Il commento dell’Udc a questi dati si trasforma in un attacco all’Amministrazione in carica «che – sostiene Stefano Riccardi, consigliere comunale del partito – non sta facendo nulla per favorire l’integrazione e l’educazione degli stranieri, temi che per la Lega Nord sono tabù. Al di là però del numero degli stessi, il dato a mio avviso veramente preoccupante è rappresentato da quei 47 italiani in meno, chiaro segnale che le giovani coppie preferiscono emigrare nei paesi vicini e che la popolazione clarense sta invecchiando. Una seria politica per la casa, servizi alle famiglie all’altezza e con prezzi equi e scuole adeguate possono essere le soluzioni per invertire tale tendenza».
Ecco quindi come il sindaco Sandro Mazzatorta si difende: «Meno di 140 stranieri in più in tredici mesi mi sembra un dato fisiologico e molto positivo se consideriamo che nell’ultimo anno di amministrazione del centrosinistra a Chiari, il 2003, la quota stranieri era incrementata di ben 400 unità».
«Mi pare perciò ridicolo accusare il sindaco che tra l’altro ha chiuso lo sportello immigrati, che forniva consulenze anche ai clandestini, e che ha reso più rigorosa la procedura di iscrizione anagrafica, di affrontare il tema in modo superficiale. Mi sembra strano che l’insegnamento arrivi dall’Udc, partito che su questo argomento, a livello centrale, si dimostra poco rigoroso e accusa la Lega Nord di essere razzista».
In sostanza, nel tessuto sociale di Chiari deve tenere conto di circa tremila residenti stranieri, ovvero il 16 per cento della popolazione.
Una percentuale piuttosto elevata anche se ancora in linea con l’aspettativa di poter realizzare una concreta integrazione.