Un anno di politica clarense

Lettera al direttore pubblicata sul Giornale di Chiari

Gentile Direttore,
il sei e sette Giugno scorsi si tenevano le elezioni che hanno dato il via al secondo mandato dell’Amministrazione Mazzatorta, al contempo iniziava per il sottoscritto l’esperienza in Consiglio Comunale; la scadenza di un anno è sempre un momento favorevole per tirare le somme su quanto fatto e quanto accaduto in questi dodici mesi di politica clarense, vorrei quindi condividere con lei e i suoi lettori alcune riflessioni.
“Abbiamo vinto, voi avete perso, arrendetevi all’idea”: innumerevoli volte, nell’ultimo anno, frasi come questa sono riecheggiate in Consiglio Comunale. Fin da subito è apparsa chiara la volontà di una parte della maggioranza di zittire ogni voce critica, sia che questa si levasse dai banchi dell’opposizione, sia che provenisse dalla stessa maggioranza. A tal fine, la primissima mossa giocata dal Sindaco già a Settembre è stata il tentativo di revisione dello Statuto del Consiglio, sia ponendo gravi limitazioni al diritto dei consiglieri di accedere agli atti del comune, sia mortificando il dibattito consigliare limitando oltremodo il tempo massimo degli interventi. Fortunatamente questo grave minaccia è stata sventata anche grazie all’azione delle minoranze che hanno presentato 227 emendamenti, di cui 182 del gruppo Udc. I 12 emendamenti presentati dal Pdl stanno ad indicare che, anche nella stessa maggioranza, non vi fosse un totale accordo. Uno stile politico simile è stato tenuto per l’approvazione definitiva del PGT avvenuta alle 4 di notte del 24 Novembre, dopo 3 sedute per un totale di 18 ore di discussione. Nel momento dell’avvio dei lavori, infatti, ai consiglieri non era ancora stato consegnato il documento fondamentale per valutare il PGT ovvero il parere della Provincia: un documento di 90 pagine contenente parole di fuoco nei confronti del piano che si andava ad approvare.
In Consiglio Comunale non si discute e vota solamente; tra le prerogative più importanti legate alla funzione di controllo rientrano sicuramente quelle legate al cosiddetto “sindacato ispettivo”, cioè la facoltà di chiedere agli assessori e al Sindaco le motivazioni delle scelte politiche e come si intende operare per risolvere i problemi che vengono ravvisati. Come gruppo consiliare Udc sono stati molteplici gli aspetti che abbiamo cercato di indagare e controllare. Alcuni esempi: la manutenzione delle rotonde cittadine, l’ubicazione del mercato, le nomine dei rappresentanti del comune nelle fondazioni, la liquidazione della Fondazione Saturno Corradini, la Fondazione Morcelliana, le richieste di pagamenti ICI, il progetto di allaccio fognario del Santellone, la situazione incresciosa della stazione ferroviaria, le questioni legate al progetto del Polo della Cultura. Non tutte le domande, però, ricevono risposta e questo rappresenta un serio campanello d’allarme circa la trasparenza amministrativa a Chiari. Ad esempio, nell’ultima seduta, su temi importanti come il Polo della cultura ed gli intrecci societari con una società anonima Svizzera l’Assessore ha preferito non rispondere nel merito.
Il Consiglio Comunale non è solamente un organo di controllo. E’ anche, e soprattutto direi, il luogo dell’indirizzo politico e amministrativo dell’ente come stabilito dalla legge che regola il funzionamento degli enti locali. In virtù di questa sua funzione, ogni consigliere ha facoltà di presentare emendamenti e proposte di deliberazione da sottoporre a votazione. Una maggioranza miope ed ideologica vede in queste proposte, se provenienti dalle minoranze, un tentativo di intromissione e tende a bocciarle a propri. Tipicamente, a Chiari, senza nemmeno sentirsi in dovere di motivare in Consiglio il voto contrario.
Ad esempio, nella seduta del 12 Ottobre scorso, il gruppo dell’Udc proponeva una mozione per chiedere alla Giunta di valutare, in accordo l’impresa concessionaria Eleca, la possibilità di rimuovere (in attesa della mai pervenuta proposta di revisione del progetto) il cantiere del Polo della cultura o al limite di ri-perimetrarlo al fine di ripristinare la viabilità nelle vie circostanti. L’esito della Votazione? Minoranze a favore, maggioranza unita e contraria. Avranno avuto i loro motivi si potrebbe pensare. Salvo che poi, il Sindaco, il 9 Febbraio 2010 avanzasse ad Eleca le stesse richieste, quando ormai era troppo tardi a causa del deterioramento dei rapporti tra comune ed impresa concessionaria (Eleca ha comunicato a Dicembre che la proposta di revisione del progetto non era attuabile). Se il Consiglio Comunale si fosse espresso a favore della mozione, probabilmente non ci troveremmo un cantiere in questa situazione di stallo a tempo indeterminato.
Un’altra proposta a mio avviso importate promossa dall’Udc in Consiglio Comunale nell’anno appena trascorso è stata sostenuta in sede di approvazione del bilancio di previsione 2010. Questo importante documento programma, in funzione delle entrate presunte per l’anno (tasse, tariffe, contributi) come questi soldi verranno spesi. In questa sede l’Udc ha proposto un emendamento per chiedere l’utilizzo di una parte dell’avanzo economico (100 mila euro su un milione e mezzo di euro totali) per finanziare “Misure straordinarie a favore delle famiglie in situazione di disagio a causa della crisi economica”. La maggioranza ha optato per destinare queste risorse ai lavori pubblici inseriti nel piano straordinario di manutenzione della Città 2010: Alcuni esempi? 168 mila euro per “segnaletica di arredo urbano” e 485.250 euro di nuove pavimentazioni in porfido.
Di fronte a continue domande senza risposta e proposte scartate senza porsi il problema della loro ragionevolezza, si potrebbe pensare che un consigliere comunale di minoranza è inutile. Come rispondere? A volte lottare è un dovere che si sente indipendentemente dai risultati, e comunque, per una maggioranza, il sapere che c’è qualcuno che vigila può essere di sprone ad operare con maggiore correttezza.
Un’opposizione coraggiosa, intelligente e non ideologica: con questi propositi ha avuto inizio per il gruppo dell’Udc questo mandato. Coraggiosa nel richiamare la maggioranza a delle scelte che perseguano il bene dei cittadini, intelligente in quanto non demagogica; non ideologica in quanto non contraria aprioristicamente a tutto quanto viene proposto.
Al fine di questo primo anno posso certo affermare che questi propositi sono stati rispettati. Certo, la politica come qualsiasi attività umana è perfettibile, ma la volontà di lavorare per il bene della gente e l’impegno per migliorarsi non mancano e non mancheranno.
Un ultimo pensiero lo rivolgerei al futuro: molte questioni sono come nubi minacciose all’orizzonte: la crisi e l’impoverimento delle famiglie, la questione ambientale, la sicurezza, il modo in cui si attuerà il PGT, la Brebemi e i problemi ad essa connessi. Vigilare su questi temi e al contempo dimostrare che è possibile uno stile diverso di fare politica, un modo diverso di amministrare la cosa pubblica: questo è il proposito per il resto del mandato.

Stefano Riccardi
Consigliere Comunale Udc